Se n'è andato in punta di piedi Giuseppe Cavallini, uno dei più validi Pittori Livornesi.... Che Giuseppe Cavallini sia stato un grande, lo dirà il tempo... Livorno gli ha dato tanto, ma ora è la città che lo deve tener stretto ed eleggerlo tra i Maestri del colore e dell' impressionismo, tra i più bravi dell' ultimo secolo.

Bruno Damari 2000

 
 

....non capita spesso di poter vedere a Milano una pittura che si guardi con piacere, in questo marasma di " ismi " a non finire. Bravo Cavallini, hai trovato una luce nuova, non lasciarla mai.

Carlo Carrà 1960

 
 

.... Cavallini sa cogliere come pochi, l' intima poesia nella sua realtà naturale non priva di aggressività. E' in fondo anche lui una forza bruta della natura ed è sufficiente guardare in faccia quest'uomo vigoroso, tarchiato con la criniera di leone, per ritrovarlo nei decisi dipinti, che sembrano eseguiti con l' intensità di un lupo che urla alla luna.

Silvio Loffredo 1966

 
 

Caro Cavallini, grazie della lettera e del buon ricordo che hai di me... anch'io ricordo con piacere il nostro incontro in Sardegna. Ti saluto e ti auguro buon lavoro e successo, come tu meriti....

Renato Guttuso 1967

 
 

.... un'artista vivo e vitale, impetuoso ed esatto, fantasioso e pieno di misura : Giuseppe Cavallini, un toscano che ha il gusto dell' impressione ed il dono raro della poesia.Le sue pitture ... hanno il pregio non comune di comunicare immediatamente al fruitore un senso di gioia, di festosa e rutilante spigliatezza in virtù delle quali, figure e paesaggi vengono ad essere elementi di una significazione unitaria di alto valore evocativo...Un insieme piacevole che a ben guardare, è una pittura vera e propria e che ha tutta una serie di finezze e piccoli accorgimenti degni di un maestro.

Carlo Segala 1968

 

.... e con queste poche righe, vorrei saldare un debito di simpatia che da molti anni ho per Giuseppe Cavallini.... Cavallini è un pittore d' istinto che sceglie nella vita il suo motivo e lo realizza caricando di monumentalità oggetti e figure.

Ernesto Treccani 1967

 
 

....il giornale, forza motrice delle laringi, urti di inchiostri, imbevuto di idee, vessillo di malafede, di bontà, di odio, di distruzione, di amore !Così Cavallini che dal giornale, grembo materno delle sue creature, placenta del suo " io " pittorico, scava nel profondo delle cose più comuni e le trasporta in un posto tutto suo, dove solo chi è in possesso di un passaporto intelligente può approdare.Cavallini, una tavolozza enorme di balaustre all' orizzonte dell' umanità.Vivo, vero, forte ed onesto, non ermetico, mai chiuso, spinto come un motore verso la giostra giornaliera di noi, poveri uomini.

Luciano Beretta 1967

 
 

.... mi è sempre caro vedere a Livorno tutto ciò che si discosta dal solito vieto e putrescente artigianato che vien gabellato per " pittura ".Questa è una mostra maiuscola, di quelle che fanno onore a Livorno.Bravo Cavallini, di cuore e senza riserve. Bravo !!...

Lorenzo Palazzi 1966

 
 

....ricordo tra le altre, una natura morta, forme semplici, essenziali, fiori, foglie, toni bruni che trascolorano indorati caldi di un autunno dell'anima. Il tutto è così compenetrato da un' aura di magico incanto da togliere il fiato...

Rina Guidotti 1967

 
 

La pressione del colore si fa urgente, vibrano le tele sotto la mano dell'Artista, osservatore attento di una realtà compiuta. senza dubbio, la matrice del nostro è figurativa, risente di una prepotente tradizione Macchiaiola, indugia nel percorso, ma lo supera, sorretto da temperamento e spiccata individualità. Forza dell' istinto, originalità di composizione, varietà di soggetti e sopra tutto, una sottile vena lirica impalpabile, leggera, intensa ed esistente però al punto da permeare di sè ogni quadro.

Giuliana Matthieu 1998

 
 

A Giuseppe Cavallini, ardito di assalto alla pittura, il suo vecchio March lo approva.


Giovanni March 1962